Trimodernità & Ranking Art

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a cura di Aldo Carrozza

– Germano Alcar
– Gianluca Botti
– Davide Disca
– Amelia Morelli
– Mariella Romano
– Carlo Sassi
– Leonardo Scarfò
– Raffaella Vitiello
Emanuela Volpe

Napoli / Castel dell’Ovo
14 Settembre / 1 Ottobre

Vernissage Sabato 14 Settembre ore 18.30

Partner Tecnico NEAEXPO 081451358
Spazionea.it

Comune di Napoli

www.rankingart.it

La borsa dipinta

Un felice incontra tra arte e moda.
Nelle mani della pittrice Emanuela Volpe un oggetto dimenticato riprende vita.

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Vernice il 27 giugno 2013 alle 18
la mostra prosegue fino al 7 luglio 2013
su appuntamento
3470362960

…ci saranno inoltre le crìcrìbags per l’estate

presso:

Arch. Cristina Milisich
via Parravicini 13, 20125 Milano
cellulare: 3470362960
e-mail: cristina.milisich@gmail.com

www.cricribags.artediretta.it

Crìcrìbags by Cristina Milisich

primavera-estate-2013Nato nel 2010 da Cristina Milisich architetto e designer industriale, il brand si propone con un carattere dinamico e versatile che punta dritto al cuore delle sue clienti con la prima linea Trittico:
un accessorio unico e combinabile, pratico e su misura, realizzato in Italia.
Non una ma tre borse, disponibili separatamente o combinabili tra loro attraverso infinite personalizzazioni.

Per saperne di più: cricribags

“Le forme dell’acqua”: una collettiva d’arte allo showroom Newform

Si potranno ammirare le opere di Gastone Mariani, Eugenio Moi, Nada Pivetta

Ancora novità dall’esclusivo showroom di Newform! Questa volta,  dal 16 al 23 maggio, lo Spazio ospiterà, in via Fiori Oscuri 3 a Milano, una collettiva d’arte dal titolo “Le forme dell’acqua”. La  collettiva nasce  in uno Spazio che ha nell’acqua, e nel design che la circonda rendendola ogni giorno fruibile, la sua ragion d’essere.

La mostra, che ha ricevuto il patrocinio di Brera, è curata da Cristina Muccioli, critico d’arte e docente all’Accademia di Brera, che unisce Gastone Mariani (pittore e già Direttore dell’Accademia di Brera) Eugenio Moi (pittore) e Nada Pivetta (scultrice). Ognuno degli artisti offrirà una visione personale dell’elemento -sempre cangiante, vitale, polimorfo- che detta il tema della rassegna.

Lo Showroom di Newform è un ambiente espositivo di grande pregio nel cuore di Brera, dedicato al design e fortemente orientato a ricercare e proporre l’eccellenza italiana con forte connotazione di stile e innovazione tecnologica. Da quando è nato, lo Spazio cerca scambi di reciproca fertilizzazione con l’area limitrofa dell’arte, proponendo eventi, mostre, esposizioni.

Grazie a Newform e alle attività del laboratorio creativo Newform LAB si farà un nuovo viaggio alla scoperta dell’arte contemporanea e dell’acqua che, attraverso gli artisti, sarà in grado di suscitare interessanti percezioni multisensoriali.

“Le forme dell’acqua” è un ulteriore progetto che dimostra la mission e lo spirito di Newform e la continua ricerca di esperienze uniche e percorsi in cui si incontrino ingegno, talento, avanguardia, bellezza e funzionalità in tutte le sue forme!

“Le forme dell’acqua” inaugura giovedì 16 maggio 2013, con un cocktail di benvenuto, dalle ore 18.30.

 

Titolo: “Le forme dell’acqua”

Indirizzo: Showroom Newform – Via Fiori Oscuri, 3  – Milano 

Date: dal 16 al 23 maggio

Inaugurazione: 16 maggio ore 18.30 – 21.00

Per gli altri giorni la visita è su appuntamento.

Per contatti, prenotazioni e visite: 333 274.54.51

L’ingresso è gratuito.

 

Per ulteriori informazioni segui la pagina Facebook:

http://www.facebook.com/Newform.Italia

o il sito di Newform: www.newform.it

 

A proposito del GRUPPO NEWFORM

Una storia quella di Newform, www.newform.it, che attraversa il tempo oscillando tra passato e futuro. L’importanza del legame con la tradizione e dell’esperienza maturata negli anni s’intreccia, nella filosofia dell’azienda ad una forte volontà di guardare avanti con uno sguardo capace di anticipare e suggerire nuovi stili e tendenze.

Grazie ad una consolidata esperienza nell’affiancare ai più moderni processi produttivi digitali, fasi di lavorazione e di rifinitura artigianali, Newform si distingue per una minuziosa cura dei dettagli che rendono ciascun pezzo unico.

Costantemente alla ricerca di nuove soluzioni nell’ambito del design stilistico e tecnologico, il valore aggiunto che fa di Newform una realtà differente e di qualità superiore è la forte attenzione alla responsabilità e alla comunicazione ambientale.

Un’inesauribile fantasia e la forte corporate social responsability guidano Newform verso il futuro.

 

Per ulteriori informazioni

UFFICIO STAMPA NEWFORM

FACTORY PRIME

Maddalena Pasquali

m.pasquali@factorygroup.it

Eleonora Bresesti

e.bresesti@factorygroup.it

Tel.: 02.33499060

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Emanuela Volpe in mostra a SWISS IN ART 2012

La pittrice espressionista Emanuela Volpe sarà presente con alcune sue opere al Salone Internazionale Svizzero dell’artigianato di pregio, all’interno della manifestazione Swiss in Art con la collaborazione di LUGANO ARTE.

 

Centro Esposizioni
Via Campo di Marzio
6900 Lugano Switzerland

Date e orari d’apertura
Giovedì 22 Novembre dalle 15.30 alle 22.30
Venerdì 23 Novembre dalle 15.00 alle 22.30
Sabato 24 Novembre dalle 10.30 alle 22.30
Domenica 25 Novembre dalle 10.30 alle 20.00

http://www.emanuelavolpe.it/

New York Murales

www.newyorkmurales.comQuesto sito vuole essere un viaggio nel tempo nella mia New York, dalla fine degli anni 80 ad oggi.

La prima volta che ho visto la vera New York City ne sono rimasta affascinata ed incantata.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile se in uno dei primi miei viaggi non avessi conosciuto Carlo Medori, a cui devo tutta la mia gratitudine per avermi mostrato la vera essenza della Cità. Mi ha contagiato con la sua passione per i murales e per le strade poco battute ma piene di vita.

Basta uscire di poco da Manhattan per ritrovarsi in quartieri molto differenti, dove si possono sentire sapori, odori che provengono da ogni parte del mondo, come se fossero presenti tanti piccoli microcosmi di culture diverse che convivono in una grande comunità.

Anni di viaggi mi hanno portato molte soddisfazioni, sia a livello artistico sia personale; 11 anni fa ho esposto circa 40 foto in una mia mostra personale a Milano, dove ho conosciuto mio marito.

Lui ora mi segue nei miei viaggi ed è particolarmente prezioso nella costruzione del sito, in ogni sua parte.

Quello che ne è uscito e che è visibile sul sito è il mio viaggio “privato” attraverso i meandri di questa città multi sfaccettata, attraverso i murales, che sono vera arte.

Il motto “Graffiti is an art, not a crime!” è del tutto appropriato.

I murales “raccontano una storia”, hanno una vita, a volte breve a volte lunga, sono assolutamente importanti dal punto di vista culturale, sociale e pollitico.

I murales raccontano le speranze, le paure, le tensioni, narrano di guerre in atto o concluse, problemi di droga, lasciano una memoria a persone scomparse, più o meno famose. Sono un modo per comprendere la realtà, per capire gli sconvolgimenti che stanno avvenendo; il murales mantiene una traccia di tutto ciò che accade e perso che sia di enorme importanza.

Negli anni la vita dei murales stessi è stata profondamente modificata. Mentre fino a pochi anni fa si potevano osservare murales in ogni quartiere, in tante strade, ora quasi tutto è interamente concentrato a 5 Pointz, come se ci fosse un bisogno di “confinare” quest’arte a pochi muri. È un grosso peccato, fal momento che i muri riflettono l’anima, le sofferenze e le speranze di un intero Paese.

Ed ora, se vuoi seguirmi nel mio viaggio lungo 20 anni,
visita www.newyorkmurales.com

Olimpiadi Londra 2012: Nati per risplendere

“Nati per risplendere” il gruppo composto da cinque manichini è un omaggio alle olimpiadi, al significato originale di questi giochi. Dedica uno sguardo alle possibili vittorie ma soprattutto alla ricchezza della diversità, al confronto tra uomini di culture differenti, che si misurano cercando di superare se stessi. La frase è tratta da un testo di Nelson Mandela, in cui si parla di uguaglianza e di valori morali, dell’ orgoglio di essere uomini nati per far risplendere la gloria di Dio. L’Africa, su un corpo nero e scabro, sono riportate pitture di iniziazione che presso molti popoli africani coincide anche con una festa collettiva (Emanuela Volpe). L’Europa, raffinate memorie grafiche su un campo verde citano le tracce culturali e la natura del vecchio continente (Pea Trolli). L’Oceania, una smagliante versione del corpo argentato e ricoperto di colori acquosi e maree cangianti (Francesca Bruni). l’America, due mondi contrapposti e vitali, sospesi tra passato e futuro (Rita Carelli Feri). L’Asia, corposi colori contrapposti a macchie per una esuberante e crescente mutazione (Renata Ferrari).

I bellissimi e preziosi manichini sono stati donati da Vision Manichini.

Il gruppo Artemisia

Francesca Bruni, nata a Erba (CO) nel 1970, vive e lavora a Milano. Ha conseguito la maturità artistica e si è diplomata in pittura presso l’Accademia di belle arti a Milano.
Ha successivamente frequentato lo studio del professor Luigi Lomanto dedicandosi all’approfondimento delle tecniche del disegno e della pittura ad olio.
Nel 1997 entra a far parte del gruppo Artemisia. Svolge la sua attività di decorazione pittorica per privati, società e locali pubblici.

Rita Carelli Feri nata a S. Colombano al Lambro (MI) nel 1943. Compie studi tecnici a Lodi. Segue le serali di Brera ed un corso di affresco a Caprese Michelangelo (FI) con il prof. Saldarelli dell’Accademia di Firenze. E’ stata allieva di Luigi Lomanto.
Membro fondatore del Gruppo Artemisia. Vive e lavora in casa di campagna a S. Leonardo.

Renata Ferrari nata a Milano il 23-7-1960 vive a Milano e insegna discipline pittoriche presso il liceo artistico “Boccioni”.
Ha conseguito la maturità artistica presso il liceo artistico Orsoline di S.Carlo nel 1978. Si è diplomata all’Accademia di belle arti di Brera nel 1982. Membro fondatore del gruppo Artemisia.
E’ stata allieva di Luigi Lomanto, Pietro Diana, Angela Colombo, Zeno Birolli.

Pea Trolli nata a Milano il 20-4-1952.
Ha conseguito la maturità artistica nel 1970 presso il liceo artistico Orsoline di S. Carlo e la laurea in architettura nel 1976 presso il Politecnico di Milano. Membro fondatore del Gruppo Artemisia. Ha studiato con il pittore Luigi Lomanto. Vive e lavora a Milano dove insegna ed. artistica presso la scuola media “E. Colorni”.

Emanuela Volpe nata a Milano il 30-04-1958, vive a Trezzano sul Naviglio ed insegna discipline pittoriche presso il liceo artistico Boccioni di Milano. Ha conseguito la maturità artistica presso il liceo Orsoline di S. Carlo nel 1976. Si è diplomata all’Accademia di belle arti di Brera nel 1980. Membro fondatore del gruppo Artemisia. E’ stata allieva di Luigi Lomanto, Luigi Veronesi, Pietro Diana, Angela Colombo, Raffaele Degrada, Beppe Devalle, Domenico Purificato, Roberto Sanesi, Dino Lanaro.

www.artemisia5.it

Vision Manichini

Vision Manichini è specializzata nella creazione e produzione di manichini per vetrina, realizzati sulla base di calchi da modelli veri, garantendo proporzioni reali e un’ottima vestibilità. Vision Manichini si avvale di scultori di chiara e comprovata esperienza creativa, specifica del settore “manichini”, che consente di creare modelli “ad hoc” nello stile, nella taglia o nella posizione. Tali capacità hanno consentito a Vision Manichini di essere annoverata tra i fornitori ufficiali di alcuni dei più famosi brand della moda mondiale.

www.visionmanichini.it

Nasce ORSOLART associazione culturale

Il giorno 24 Maggio 2012 alle ore 18,30 nasce ORSOLART, che si presenta per la prima volta al pubblico con un’esposizione-evento di un giorno, per segnare il primo passo di un’associazione culturale dedicata all’arte, aperta a nuove presenze ed esperienze.

Nell’occasione saranno esposte alcune opere.

Ingresso libero.
Indirizzo:
CHIOSTRO delle ORSOLINE, via Lanzone 53, Milano

Informazioni:
orsolart@gmail.com

“Donne e Muse” Mostra di arte contemporanea – Lucio Forte

Il giorno 20 Marzo 2012, alcune opere del pittore ed Architetto Lucio Forte di Milano, vengono esposte presso la Chie Art Gallery di Milano nell’ambito della collettiva di arte contemporanea dal titolo “Donne e Muse”. La rassegna sottolinea il senso storico-artistico della bellezza della donna come protagonista della scena pittorica, tradendo l’eleganza diun percorso estetico che da Musa ispiratrice va al raggiungimento della bellezza come verità o raffigurazione, o alla sua antitesi.
L’estetica viene definita da Kant come il giudizio di gusto che riguarda il bello e il sublime nella natura e nell’arte, riconducendosi al significato etimologico originario, da aisthànomai o àisthesis ovvero percepisco con i sensi, sento, sensazione.
Sensazioni legate e causate dalla bellezza che sono archetipicamente fonti di ispirazione artistica.
Inoltre sono presenti diversi altri artisti, tra pittori e scultori che mostrano le proprie personali rappresentazioni sul tema, permettendo così un interessante e profondo confronto sinergico sia per gli avventori che per gli stessi autori.
Vernissage il giorno Martedì 20 Marzo 2012 ore 18:30.
Ingresso libero.
Chie Art Gallery.
Viale Premuda 27, Milano.
+39 02 36601429.
La mostra rimarrà aperta fino al giorno 31 Marzo, orari Lun 15:00-19:00, Mar-Sab 11:30-19:00.

Per ulteriori informazioni:

www.chieartgallery.comVisualizza la mappa dell’evento

 

lucio forte 2012 lipstick 2

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Artemisia Gentileschi in mostra a Milano, Palazzo Reale

Artemisia Gentileschi
Storia di una passione.

Milano, Palazzo Reale dal 22 settembre 2011 al 22 gennaio 2012

Riconosciuta per il suo reale valore solamente tre secoli dopo, Artemisia Gentileschi è ora considerata come una delle artiste più influenti del Seicento europeo. Milano rende omaggio a questa importante donna ospitando a Palazzo Reale una vasta selezione di opere.

Una mostra da non perdere assolutamente per chi ama questa pittura densa di significato e di emozioni.

Sito ufficiale:

www.mostrartemisia.it

 

Opera nella foto:
Giuditta che decapita Oloferne.
Olio su tela di cm 199 x 162,5 realizzato nel 1620 circa. Conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Artemisia Gentileschi raccontata da Emanuela Volpe

Artemisia nell’arte contemporanea

francesca bruni - ritratto dipinto

La figura di Artemisia, in nome di tutto ciò che riesce ancora a suggerire, è stata scelta da cinque donne pittrici come nome tutelare di un cammino professionale, ma anche umano, legato all’arte: unite da un’analoga formazione culturale e da analoghi profili di ricerca, dal 1992 hanno costituito un sodalizio umano e lavorativo che fa da substrato comune alle loro personalità artistiche, senza annullare ogni singola specificità.

In cammino su percorsi professionali ed esistenziali differenti, hanno scelto di lavorare insieme, e non solo di collaborare, pensando che la dialettica costante su tematiche comuni potesse essere foriera di stimoli di ricerca e potenzialità di crescita.

rita carelli feri - ritratto dipinto

Francesca Bruni, Pea Trolli, Renata Ferrari, Emanuela Volpe e Rita Carelli Feri, non sono state compagne di studi né tanto meno di giochi: l’ambiente scolastico e quello umano che le ha cresciute non ha fatto da terreno comune.

Il loro incontro avviene nell’atelier di un pittore milanese, Luigi Lomanto, che ognuna di loro ha scelto come palestra di perfezionamento dopo un denso percorso di studi iniziato al liceo artistico e concluso all’accademia o all’università.

 

Emanuela Volpe

Sarà il lavoro maieutico del maestro, la disponibilità del suo spazio, la forza del suo insegnamento collegiale a dare corso a una prospettiva di lavoro collettivo.

 

Tutto ciò è rimasto come cifra identificativa dei percorsi di ricerca del gruppo, che nascono da una chiara riconoscibile matrice comune per declinarsi, però, in cinque differenti percorsi creativi.

 

renata ferrari - dipinto

“Al centro della ricerca c’è la figura e il suo universo”, “con una pittura timbrica fatta di linee marcate e vigorose e di colori spesso antinaturalistici che riesce a rappresentare un’umanità sofisticata e rarefatta”(Emanuela Bonadeo)

 

 

pea trolli - dipinto

Sito ufficiale Artemisia 5:

www.artemisia5.it

 

 

 

 

 

 

 

Mostra Cézanne Milano

Milano, dal 20 ottobre 2011 al 26 febbraio 2012

Un omaggio al grande maestro originario di Aix-en-Provence e alla sua straordinaria maniera pittorica che tanta influenza ebbe sugli artisti dei movimenti successivi come il Cubismo e il Surrealismo.

Le prime opere, i magnifici ritratti, i paesaggi, le celebri nature morte, sino agli ultimi straordinari dipinti degli inizi del Novecento: circa quaranta opere, provenienti da grandi musei internazionali tra i quali il Musée d’Orsay, il Petit Palais, la Tate, l’Hermitage e la National Gallery di Washington.

 

La mostra

Entrare nell’atelier di Paul Cézanne significa penetrare nel profondo del suo processo creativo.
Dentro lo studio ha origine la sua storia, si incrociano la vita biologica e la vita del sogno; la sua opera attinge all’unità attraverso la conoscenza. Le sue sensazioni, la percezione, la riflessione vengono sublimate; la sua poetica viene elaborata e si realizza compiutamente.
Per chi, come il grande Maestro di Aix, ha consacrato l’intera esistenza alla ricerca pittorica, lo spazio dove concentrarsi e lavorare rappresenta una dimensione fondamentale, un vero e proprio “luogo della mente e della memoria”, che è sì lo spazio delimitato dentro il quale l’artista consolida il suo lavoro e costruisce le sue composizioni ma al tempo stesso si identifica con una dimensione mentale in cui il motif ovvero il mondo naturale, la sua Provenza, emblematicamente rappresentata dalla montagna Sainte Victoire, viene recepito nella sua essenza e trasformato in immagine.
In questo grande, ideale e straordinariamente unico “atelier du Midi” Cézanne elabora e sviluppa le direttrici fondamentali dell’arte moderna sia rispetto ad una linea di continuità con la grande tradizione sia in relazione al rinnovamento delle avanguardie, per le quali la sua silenziosa e caparbia ricerca risulterà un riferimento imprescindibile.

Basta guardare gli autoritratti per capire al volo il carattere di Cézanne: duro, testardo, determinato. Nel fisico e nel carattere, assomiglia al profilo della montagna di Sainte-Victoire, il suo panorama preferito: ostinatamente uguale a se stessa, immobile davanti al cambiare dei tempi e delle stagioni, eppure capace di cogliere le sottili variazioni della luce, di cogliere ragioni e geometrie, di misurare con calma ogni spazio.
Nella sua inscalfibile coerenza, Cézanne ha litigato con tutti: amici, letterati, pittori. Si è affacciato su Parigi, ma non l’ha amata, preferendo uno stretto e sobrio circuito di luoghi familiari; ai sigari ostentati dagli impressionisti preferisce la pazienza della pipa, ai balli popolari una partita a carte nel bar del paese, ai locali di Montmartre e ai parchi lungo la Senna una semplice casa di campagna immersa nella natura.
In questa sua rocciosa solitudine fuori moda, Cézanne è certamente il più grande e consapevole pittore della sua generazione.

Ha capito tutto: la luce e il colore, la forma e il disegno, la prospettiva e la libertà. Ha colto al volo il limite dell’Impressionismo, la parabola discendente di un movimento che si stava specchiando in se stesso, rischiando di non trovare sbocchi e sviluppi; ha restituito un senso profondo alla “storia dell’arte”, recuperando temi, maestri e composizioni che troppo frettolosamente venivano ritenuti sorpassati; ha anticipato in modo clamoroso i movimenti d’avanguardia del primo Novecento con dichiarazioni secche e folgoranti, ma soprattutto con quadri di una modernità sconcertante.
In una vita inquadrata entro l’agiata borghesia di provincia, Cézanne costruisce praticamente da solo l’arte del XX secolo. La sua è un’intelligenza superiore, nel senso della capacità di comprendere le regole dell’arte, di smontarle una per una e di rimontarle in modo nuovo, straordinariamente efficace.
Lontano dai riflettori della Ville Lumière, e solo marginalmente lambito dall’attenzione dei critici, Cézanne mantiene il profilo di un “artigiano” della pittura. Solo dopo la sua morte, quando gli viene tributata una mostra retrospettiva, giovani pittori come Picasso e Matisse capiscono il debito nei confronti di un grande maestro, anzi, nei confronti di un “classico” che dà un senso nuovo all’intero corso dell’arte moderna.

 

Testi e immagini tratti dal sito ufficiale:

http://mostracezanne.it/

Nel segno di Bot

NEL SEGNO DI BOT OPERE, IMMAGINI E DOCUMENTI
La mostra rimarrà aperta dal 18 dicembre 2011 al 19 febbraio 2012
Orario: da martedì a domenica 10,30 – 12,30 / 16,00 – 19,00
Gli intervenuti avranno a disposizione il Catalogo Guida della mostra e potranno consultare il libro BOT di Carlo Gazzola.

Spazio Campi
Museo per la Fotografia e la Comunicazione Visiva di Piacenza Via Garibaldi, 63 – 29121 Piacenza – Tel. 335 6103297 www.spaziocampi.it / info@spaziocampi.it

Mostra Pixar Milano

Il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta la mostra PIXAR – 25 anni di animazione, curata in Italia da Maria Grazia Mattei, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Expo, Moda, Design e prodotta dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e da Mattei Digital Communication/ Meet The Media Guru.

Dopo il MOMA a New York e un tour internazionale, dall’Australia all’Estremo Oriente, la mostra arriva finalmente in Europa e in anteprima a Milano.

Un percorso costruito con oltre 500 opere, un viaggio attraverso la creatività e la cultura digitale come linguaggio innovativo applicato all’animazione e al cinema: dal primo lungometraggio dedicato a Luxo Jr.(1986) ai grandi capolavori come Monster & Co (2001), Toy Story (1, 2 e 3), Ratatouille (2007), WALL·E (2008), Up (2009) sino a Cars 2 (2011) e con un’anticipazione di Brave, in uscita nel 2012.

«Molti non sanno che la maggior parte degli artisti che lavorano in Pixar utilizzano i mezzi propri dell’Arte – il disegno, i colori a tempera, i pastelli e le tecniche di scultura – come quelli dei digital media. La maggior parte delle loro opere» – scrive John Lasseter, chief creative officer di Walt Disney and Pixar Animation Studio e fondatore di Pixar (insieme a Steve Jobs) che sarà a Milano il 21 novembre per un evento pubblico – «prendono vita durante lo sviluppo di un progetto, mentre stiamo costruendo una storia o semplicemente mentre guardiamo un film. La ricchezza del patrimonio artistico che viene plasmato per ogni film raramente esce dai nostri studi, ma il prodotto finale – il lungometraggio – che raggiunge ogni parte del mondo, non sarebbe possibile senza questa fase artistica e creativa».

Maria Grazia Mattei, curatrice della mostra in Italia ed esperta di cultura digitale, racconta con soddisfazione: «Conosco John Lasseter da vent’anni e condivido da allora la sua visione del mondo e della creatività digitale.  Sono felice che arrivi in Italia, di persona, ad inaugurare la mostra della “sua” Pixar. E Milano è la realtà più pronta ad accogliere innovazione».

La mostra presenta finalmente al grande pubblico la fase creativa e nascosta dei maestri dell’animazione mondiale in quattro sezioni – Personaggi, Storie, Mondi e Digital Convergence – e due speciali installazioni l’Artscape e lo Zoetrope, che utilizzano la tecnologia digitale per far rivivere le opere esposte nel percorso espositivo, progettato da Fabio Fornasari, e ricreare l’emozione dell’animazione.

L’attività espositiva annuale del PAC è realizzata grazie al sostegno di TOD’S.

Il catalogo è pubblicato da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE.

LE OPERE IN MOSTRA

In genere quando la gente pensa alla Pixar, pensa ai nostri film e alle avvincenti storie che raccontiamo. Pensa alla tecnologia all’avanguardia e all’incredibile grafica computerizzata. D’altro canto, non è necessariamente consapevole del ruolo essenziale che l’arte e il design tradizionale rivestono nel nostro processo.

Come animatore con formazione classica, John Lasseter ha sempre apprezzato l’arte tradizionale che sostiene la narrativa visiva dei film. Quando, nel 2004, il Museum of Modern Art di New York ci ha invitato a esporre l’arte della Pixar, abbiamo accettato con entusiasmo. John parla spesso dei tre aspetti essenziali di un film Pixar: la storia, il personaggio e il mondo. Alla Pixar dedichiamo un’enorme quantità di tempo alla storia. È un processo iterativo che può continuare durante i quattro o cinque anni che occorrono per produrre uno dei nostri film. Nella storia, i personaggi devono essere interessanti e affascinare il pubblico. In aggiunta, questi personaggi devono esistere in un mondo che sia del tutto unico. Ne risulta che il valore d’arte che si può ammirare nella mostra nasce soprattutto dal lavoro di design di questi elementi dei nostri film.

L’esposizione degli oggetti Pixar in un allestimento da museo ha provocato l’interrogativo se si tratti davvero di opere d’arte. Qual è il rapporto di questi oggetti con il mondo dell’arte? È facile confondere il concetto stesso di arte e questioni che invece riguardano la distribuzione e il pubblico, perdendo così di vista l’oggetto stesso e le sue intrinseche qualità artistiche. È una buona opportunità per uno studio come la Pixar, che è una società di successo di fama internazionale, partecipare a un dibattito con il mondo dei musei su che cosa è “arte” e su che cosa sia appropriato mostrare in un museo

Gli artisti Pixar parlano con grande modestia di ciò che fanno. Infatti, quasi nessuno di loro può pensare al proprio lavoro anche solo incorniciato: figuriamoci poi esibito in un museo. Questo è dovuto in parte al fatto che disegnano e creano concept art in collaborazione con il regista e il production designer. Tuttavia, vedere questi oggetti al di fuori del processo della realizzazione del film, ammirandoli individualmente, può cambiare le nostre idee. Da quando l’arte esiste si discute su “che cosa è arte”. Se definiamo l’arte come processo o prodotto dell’organizzazione e dell’assemblaggio di oggetti per creare qualcosa che stimoli un’emozione o una risposta, allora è chiaro che tutti gli oggetti nella mostra Pixar sono proprio questo e, quindi, rispondono alla definizione di “arte”. I nostri film sono fatti da artisti e i nostri artisti, come qualsiasi altro artista, scelgono strumenti che consentono loro di esprimere le loro idee e le loro emozioni più efficacemente. Un’ampia varietà di media e tecniche è rappresentata nella mostra: disegni a matita e pennarello, dipinti in acrilico, guazzo e acquarelli; dipinti digitali; calchi; modelli fatti a mano; e pezzi in media digitali. Alcuni dei nostri artisti, di formazione tradizionale, hanno aggiunto dipinti digitali alla loro raccolta per esprimere qualcosa che non avrebbero potuto esprimere con qualsiasi altro mezzo.

Per la mostra dei 20 anni di animazione al MoMa sono state inoltre create due speciali installazioni, che continuano ad accompagnare la mostra itinerante dei 25 anni. Artscape è un’installazione multimediale ad alta risoluzione, su widescreen, creata usando concept art e development art. Utilizzando la tecnologia digitale, l’arte bidimensionale viene esplorata in un movimento tridimensionale simulato.

L’osservatore può entrare negli squisiti dettagli dell’opera d’arte, ammirandoli. Il mutare delle immagini crea una suggestione cui è difficile sottrarsi. L’installazione è una metafora dell’esperienza che i nostri registi vivono quando osservano un’opera di concept art e immaginano che cosa essa potrebbe diventare nel film. Gli spettacolari effetti visivi sono accompagnati da un incredibile panorama sonoro, che integra l’acustica del nostro lavoro.Zoetrope Toy Story Pixar è la versione tridimensionale di una precedente invenzione che ha dimostrato e illustrato visivamente come un’immagine ripetuta crei l’illusione del movimento. Il Museo Ghibli di Mitaka aveva creato ed esposto un magnifico Zoetrope Totoro tridimensionale, che ha ispirato il nostro team a fare qualcosa di simile. Questo straordinario oggetto esemplifica quella collaborazione artistica e tecnica che è parte integrante del nostro lavoro alla Pixar. È stato sviluppato da scienziati e da animatori e artisti della Pixar, in stretta collaborazione. Guardandolo girare, si capisce quasi per magia come funziona l’animazione. Alla Pixar il concetto di collaborazione è essenziale e viene concretamente messo in pratica. Sebbene ciascun pezzo d’arte sia spesso attribuito a un unico artista, il processo della sua creazione è collaborativo. Un’idea può essere sviluppata in una riunione, con diverse persone che contribuiscono alla discussione, oppure un artista può realizzare un rapido schizzo che ispira poi un secondo artista, mentre un terzo può fornire un suggerimento che può essere incorporato in quell’idea.

È con questo tipo di interazione che funziona tutto il nostro processo, e non solo nella creazione artistica. La creazione di un film alla Pixar è una continua conversazione. I computer non fanno i film. A fare i film sono le persone: gli artisti, i tecnici del montaggio, gli animatori, i direttori tecnici. Tutte queste persone danno vita a tutto ciò che viene fatto alla Pixar.

Questa mostra itinerante ha raggiunto milioni di persone. I visitatori sono rimasti stupefatti davanti a questo lavoro, scoprendo con meraviglia che, sebbene la produzione dei nostri film sia tecnologicamente complessa, tutto ha inizio, sempre, con un gesto molto semplice: un tratto di matita su un foglio di carta.

Elyse Klaidman

Direttore, Pixar University e Conservatore degli archivi, Pixar Exhibitions

Articolo originale: mostrapixarmilano.it